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| Internet web e frequenze tv 3GSMA, l'associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, punta a attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale.
Attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale. È l’obiettivo della 3GSMA, l’associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, nel cui board siede anche Mauro Sentinelli, ex direttore generale di Tim, intervistato per Il Sole 24 Ore da Giuseppe Caravita.Sentinelli è convinto che i costi per creare questa nuova infrastruttura per la connessione mobile siano sostenibili e che non saranno necessari fondi pubblici. Saranno i gestori a investire in massima parte e sarà il mercato a ripagare gli sforzi economici, perché se c’è un settore in cui gli utenti sono disposti ancora a spendere è proprio quello dei servizi Internet legati alla mobilità. Gli operatori dovranno sostenere le spese per lo sviluppo e l’implementazione dello standard LTE (Long Term Evolution).
La tecnologia per la connessione mobile di quarta generazione c’è e si chiama OFDM (Ortogonal Frequency Division Multiplexing), la stessa utilizzata dal cavo DSL. Ciò che manca veramente è la disponibilità di frequenze. La soluzione viene proprio dal dividendo digitale. E la banda a 700 MHz, ovvero quella delle frequenze TV liberate, spiega Sentinelli, è migliore di quella a 900 MHz: è più pervasiva, richiede meno investimenti e offre prestazioni superiori. Il Commissario europeo alle TLC Viviane Reding ha già invitato i paesi europei a utilizzare le frequenze liberate per la banda larga mobile. I governi sono chiamati a fare delle scelte, ad attuare una politica industriale adeguata e proiettata nel futuro. Nell’immediato futuro. Dovranno imporre garanzie a fronte dell’allocazione delle nuove frequenze, chiedere impegni di copertura e investimenti, impedire speculazioni, ma anche spingere nel senso indicato dalla Reding e dalla 3GSMA. Anche il governo italiano è chiamato a scegliere.
Evoluzione delle connessioni mobili:
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01 11 2010 | | info@itrweb.eu |
| Due milioni di indirizzi .it Raddoppiati in 5 anni L'indirizzo web numero 2.000.000 è stato attivato come di consueto da Registro.it - la struttura gestita dall’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) e incaricata di assegnare i domini .it – ed è light-stone.it, richiesto da una società in nome collettivo di Acqualagna (Pesaro Urbino) e registrato in tempo reale. L'avventura era cominciata il 23 dicembre 1987 con cnr.it, il primo dominio internet italiano. Ci sono voluti sette anni per arrivare a quota un milione di ".it": era il 2005 quando è stato registrato il dominio numero un milione appartenente a un privato cittadino, Luca Vullo di Caltanissetta - studente del Dams di Bologna che aveva richiesto l’omonimo lucavullo.it: “Il trend di questi ultimi anni conferma che il mercato dei nomi internet non conosce crisi e che essere presenti in rete connota una forte identità culturale e nazionale” spiega il direttore dell’Iit-Cnr, Domenico Laforenza. Fino al 28 settembre 2009 la registrazione era manuale, inviando un fax al centro del Cnr di Pisa dove un operatore immetteva i dati in rete concedendo il via libera non appena un internet provider dava il suo assenso tecnico. Ma questo richiedeva diverse ore o giorni a seconda dei periodi dell'anno e a seconda del numero delle richieste che arrivavano. "Dal 2009 è stato introdotto anche il sistema sincrono, cioè automatico - spiega Anna Vaccarelli ricercatrice del Cnr - e questo ha sveltito enormemente le procedure. Ieri per esempio guardando sui nostri computer notavamo una media di 100 domini all'ora registrati in diretta". La media mensile delle registrazioni è salita a 32mila domini, dei quali oltre 27mila in tempo reale: un andamento che ha permesso di raggiungere già il 30 settembre 2010, con 324mila nuove registrazioni, il totale dell’intero 2009 (339mila). Per registrare un dominio il Cnr riceve 4,5 euro, ma per l'utente il costo sale e dipende dai pacchetti e dalle offerte degli internet provider. "Le procedure più snelle e la tempistica più efficiente, - spiega Laforenza, - hanno indotto la stragrande maggioranza degli utenti a privilegiare fin da subito questo canale di registrazione. L'attivazione rapida del dominio in poche ore, senza inutili attese, l'eliminazione della carta e del fax sono stati elementi decisivi nell'incrementare le registrazioni automatiche". "A breve - annunciano dal Cnr - saranno introdotte altre novità tecnologiche importanti tra le quali l'Idn (Internationalized domain name), che permetterà di registrare i propri domini mantenendo il nome esattamente uguale alla reale denominazione di persona, società o marchio (ad esempio registrare nomi con lettere accentate)". La classifica dei paesi europei in testa c'è la Germania (.de), seguita da Inghilterra (.uk), Olanda (.nl); Unione europea (.eu). Nel mondo il '.it' è al nono posto, preceduto - oltre che dai domini europei appena citati - dal .cn cinese, secondo in classifica, dal .ru russo, dal .ar argentino e dal .br brasiliano, rispettivamente sesto e settimo. 24 10 2010 | | info@itrweb.eu |
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