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        <title>Progettazione e realizzazione siti web</title>
        <description>Feed Articoli - News ITRWEB</description>
        <link>http://www.itrweb.eu</link>
        <lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 23:33:20 +0100</lastBuildDate>
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            <title>Internet web e frequenze tv</title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=25</link>
            <description><![CDATA[<div><b><font size="5">3GSMA, l'associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, punta a attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale. </font></b></div><br />
<div style="font-size: 13px"><img align="left" style="width: 309px; height: 124px" alt="" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/How_OFDM_works.jpg" />Attivare la banda larga mobile su scala globale, sfruttando le frequenze liberate dal passaggio dalla TV analogica a quella digitale. &Egrave; l&rsquo;obiettivo della 3GSMA, l&rsquo;associazione che raccoglie gli oltre 700 gestori mobili di tutto il pianeta, nel cui board siede anche Mauro Sentinelli, ex direttore generale di Tim, intervistato per Il Sole 24 Ore da Giuseppe Caravita.</div><br />
<div style="font-size: 13px">Sentinelli &egrave; convinto che i costi per creare questa nuova infrastruttura per la connessione mobile siano sostenibili e che non saranno necessari fondi pubblici. Saranno i gestori a investire in massima parte e sar&agrave; il mercato a ripagare gli sforzi economici, perch&eacute; se c&rsquo;&egrave; un settore in cui gli utenti sono disposti ancora a spendere &egrave; proprio quello dei servizi Internet legati alla mobilit&agrave;. Gli operatori dovranno sostenere le spese per lo sviluppo e l&rsquo;implementazione dello standard LTE (Long Term Evolution).<br /><br />
<br /><br />
La tecnologia per la connessione mobile di quarta generazione c&rsquo;&egrave; e si chiama OFDM (Ortogonal Frequency Division Multiplexing), la stessa utilizzata dal cavo DSL. Ci&ograve; che manca veramente &egrave; la disponibilit&agrave; di frequenze. La soluzione viene proprio dal dividendo digitale. E la banda a 700 MHz, ovvero quella delle frequenze TV liberate, spiega Sentinelli, &egrave; migliore di quella a 900 MHz: &egrave; pi&ugrave; pervasiva, richiede meno investimenti e offre prestazioni superiori.</div><br />
<div style="font-size: 13px">Il Commissario europeo alle TLC Viviane Reding ha gi&agrave; invitato i paesi europei a utilizzare le frequenze liberate per la banda larga mobile. I governi sono chiamati a fare delle scelte, ad attuare una politica industriale adeguata e proiettata nel futuro. Nell&rsquo;immediato futuro. Dovranno imporre garanzie a fronte dell&rsquo;allocazione delle nuove frequenze, chiedere impegni di copertura e investimenti, impedire speculazioni, ma anche spingere nel senso indicato dalla Reding e dalla 3GSMA. Anche il governo italiano &egrave; chiamato a scegliere.<br /><br />
&nbsp;</div><br />
<h3>Evoluzione delle connessioni mobili:<br /><br />
&nbsp;</h3><br />
<img height="289" width="400" alt="" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/internet-web.jpg" /><br />]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Fri, 19 Nov 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Rinnova il tuo vecchio sito</title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=24</link>
            <description><![CDATA[<p><img width="230" height="219" align="left" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/vecchiosito.jpg" alt="rinnova il tuo sito internet" />'Oggi in Internet il 90% dei siti web sono obsoleti, sono 'lapidi digitali', perche' chi li realizza non coincide con chi li usa'.<br /><br />
Lo ha detto Diego Calza', esperto di progettazione partecipata dei sistemi informativi, intervenuto a Fornace ad un seminario sulle nuove frontiere del Web 2.0 organizzato da Trentino Sviluppo.<br /><br />
'Oggi avere un sito non basta piu'. C'e' una mutazione in atto: le persone stanno prendendo il controllo della scena. Le conversazioni tra pari determinano la reputazione di un'azienda, il passaparola on-line e' il vero ago della bilancia'. 'Per un'azienda che decide di essere presente in rete - continua Calza' - tutto questo significa passare dall'Internet dei siti all'Internet delle persone, dalla comunicazione istituzionale alla conversazione fatta dalla gente per la gente, dai contenuti alle relazioni di fiducia. Perche' ormai e' chiaro: il vecchio modello e' ormai al tramonto. Alle aziende interessa sempre piu' come viene visto il loro prodotto nei social network piuttosto che il posizionamento su Google. Il 90% dei consumatori si fida delle recensioni dei blogger online, solo il 14% si fida della pubblicita' tradizionale; solo il 18% delle campagne televisive genera un ritorno economico positivo'.</p>]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Mon, 01 Nov 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Due milioni di indirizzi .it Raddoppiati in 5 anni</title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=23</link>
            <description><![CDATA[<span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><img width="0" height="0" align="left" alt="" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/siti_web_pubblicizza_attivita_sul_web.jpg" /><input type="image" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/siti_web_pubblicizza_attivita_sul_web(1).jpg" width="200" height="150" longdesc="undefined" align="left" />Due milioni di .it., siamo i quinti in Europa. Se c'&egrave; un posto dove la crisi non &egrave; arrivata &egrave; qui, nei domini in rete. Cresce infatti in continuazione la richiesta di registrare siti web italiani. Dagli ultimi dati resi noti dal Cnr raddoppiano in cinque anni le &quot;targhe&quot; che finiscono col &quot;.it&quot;. Nella classifica generale l'Italia figura per numero di siti registrati al nono posto nel mondo e al quinto in Europa.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">L'indirizzo web numero 2.000.000 &egrave; stato attivato come di consueto da Registro.it - la struttura gestita dall&rsquo;Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Iit-Cnr) e incaricata di assegnare i domini .it &ndash; ed &egrave; light-stone.it, richiesto da una societ&agrave; in nome collettivo di Acqualagna (Pesaro Urbino) e registrato in tempo reale.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">L'avventura era cominciata il 23 dicembre 1987 con cnr.it, il primo dominio internet italiano. Ci sono voluti sette anni per arrivare a quota un milione di &quot;.it&quot;: era il 2005 quando &egrave; stato registrato il dominio numero un milione appartenente a un privato cittadino, Luca Vullo di Caltanissetta - studente del Dams di Bologna che aveva richiesto l&rsquo;omonimo lucavullo.it: &ldquo;Il trend di questi ultimi anni conferma che il mercato dei nomi internet non conosce crisi e che essere presenti in rete connota una forte identit&agrave; culturale e nazionale&rdquo; spiega il direttore dell&rsquo;Iit-Cnr, Domenico Laforenza.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">Fino al 28 settembre 2009 la registrazione era manuale, inviando un fax al centro del Cnr di Pisa dove un operatore immetteva i dati in rete concedendo il via libera non appena un internet provider dava il suo assenso tecnico. Ma questo richiedeva diverse ore o giorni a seconda dei periodi dell'anno e a seconda del numero delle richieste che arrivavano.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">&quot;Dal 2009 &egrave; stato introdotto anche il sistema sincrono, cio&egrave; automatico - spiega Anna Vaccarelli ricercatrice del Cnr - e questo ha sveltito enormemente le procedure. Ieri per esempio guardando sui nostri computer notavamo una media di 100 domini all'ora registrati in diretta&quot;.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">La media mensile delle registrazioni &egrave; salita a 32mila domini, dei quali oltre 27mila in tempo reale: un andamento che ha permesso di raggiungere gi&agrave; il 30 settembre 2010, con 324mila nuove registrazioni, il totale dell&rsquo;intero 2009 (339mila). Per registrare un dominio il Cnr riceve 4,5 euro, ma per l'utente il costo sale e dipende dai pacchetti e dalle offerte degli internet provider.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">&quot;Le procedure pi&ugrave; snelle e la tempistica pi&ugrave; efficiente, - spiega Laforenza, - hanno indotto la stragrande maggioranza degli utenti a privilegiare fin da subito questo canale di registrazione. L'attivazione rapida del dominio in poche ore, senza inutili attese, l'eliminazione della carta e del fax sono stati elementi decisivi nell'incrementare le registrazioni automatiche&quot;.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">&quot;A breve - annunciano dal Cnr - saranno introdotte altre novit&agrave; tecnologiche importanti tra le quali l'Idn (Internationalized domain name), che permetter&agrave; di registrare i propri domini mantenendo il nome esattamente uguale alla reale denominazione di persona, societ&agrave; o marchio (ad esempio registrare nomi con lettere accentate)&quot;.</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "><br /><br />
</span><span style="border-collapse: collapse; font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; ">La classifica dei paesi europei in testa c'&egrave; la Germania (.de), seguita da Inghilterra (.uk), Olanda (.nl); Unione europea (.eu). Nel mondo il '.it' &egrave; al nono posto, preceduto - oltre che dai domini europei appena citati - dal .cn cinese, secondo in classifica, dal .ru russo, dal .ar argentino e dal .br brasiliano, rispettivamente sesto e settimo.</span>]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Sun, 24 Oct 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Kaksee gurada la pubblicità e sarai pagato</title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=22</link>
            <description><![CDATA[<h1><a href="http://www.kaksee.fr" target="_blank"><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><span style="font-size: xx-large;">KAKSEE la pubblicit&agrave; che ti paga</span></span></a></h1><br />
<p>L'ultima novit&agrave; nel campo pubblicitario online &egrave; la pubblicit&agrave; a pagamento!<br /><br />
Bhe niente di nuovo vi chiederete, ma in questo caso chi viene pagato &egrave; lo spettatore. S&igrave; ti pagano per vedere la pubblicit&agrave;, non molto sia chiaro, ma con un po' di costanza qualche decina di euro mensili si riescono a portare a casa.<br /><br />
Quello che voglio mettere in evidenza non &egrave; sicuramente il guadagno ma la differenza di approccio che i pubblicitari stanno perseguendo negli ultimi tempi con la diffusione della rete.<br /><br />
La rete sta acquisendo sempre di pi&ugrave; fette di mercato che fino a poco tempo fa apparteneva ad altri media e in particolare alla televisione, inoltre le sue potenzialit&agrave; sono veramente numerose e ancora tutte da scoprire. la facilit&agrave; di sperimentare e attuare nuove politiche di marketing fa di internet un laboratorio di sperimentazione ancora tutto da inventare e provare .<br /><br />
&nbsp;</p>]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Tue, 28 Sep 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Realizzazione siti Web </title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=21</link>
            <description><![CDATA[<p>Realizzare un sito web &egrave; una operazione ormai comune e alla portata di tutti sia in termini economici che per quelli tecnici. Nonostante questo bisogna sicuramente fare delle distinzioni, come per tutte le cose che compriamo o ci autocostruiamo esistono delle differenze nel risultato finale.<br /><br />
Esistono molteplici strade per realizzare un sito web, possiamo utilizzare dei programmi specifici&nbsp;chiamati <strong>WYSIWYG</strong> ( &egrave; l'acronimo che sta per l'inglese <b>What You See Is What You Get</b> (&quot;quello che vedi &egrave; quello che ottieni&quot; o &quot;ottieni quanto vedi&quot;),&nbsp;servizi online che attraverso un'altro sito web preparano le pagine del nostro sito come ad esempio le prestazioni offerte da google, utilizzare programmi CMS ( Content&nbsp; Managment System ) che devono essere installati configurati e personalizzati, il classico blocnotes in cui scriveremo il codice manualmente, infine se non sivuole perdere tempo o si &egrave; pigri affidarsi ad un professionista che realizzi il nostro sito per noi.<br /><br />
Queste soluzioni hanno peculiarit&agrave; specifiche che hanno dei risvolti pratici nella qualit&agrave;&nbsp;del risultato ottenuto.&nbsp;<br /><br />
Analizziamo punto per punto le differenze che ci sono tra le varie soluzioni :<br /><br />
&nbsp;</p><br />
<ol><br />
    <li><br />
    <p>utilizzare dei programmi specifici&nbsp;chiamati <strong>WYSIWYG</strong> . Questo approccio consente praticamente a chiunque la realizzazione della pagina web, le uniche conoscenze che servono &egrave; la gestione di un programma ftp e l'iscrizione ad un sercizio di web hosting. Lo svantaggio non trascurabile di tale procedura &egrave; la creazione di codice &quot;sporco&quot;, non facilmente&nbsp;leggibile dai motori di ricerca e di conseguenza una scarsa visibilit&agrave; del nostro sito web.&nbsp;</p><br />
    </li><br />
    <li>I servizi online offrono la possibilit&agrave; di costruire le nostre pagine internet facilmente e velocemente.&nbsp; La maggior&nbsp;parte di questi servizi&nbsp;promettono che si pu&ograve; fare un sito in 5 minuti ma&nbsp;alla fine non &egrave; proprio&nbsp;cos&igrave;. In 5 minuti forse si&nbsp;fa la registrazione ma quando&nbsp;ci si&nbsp;imbatte&nbsp;nel concreto&nbsp;si passa qualche settimana&nbsp;a farlo. &nbsp;I risultati inoltre non sono dei migliori, parte grafica spesso comune ad altri siti e indicizzazione nei motori ricerca quasi inesistente.</li><br />
    <li>I CMS sono ormai tanti, spesso opensource, e sono ottimi per chi ha bisogno di cambiare frequentemente le pagine&nbsp;del &nbsp;proprio sito .&nbsp; Questi programmi permettono ad utenti un p&ograve; smaliziati di costruirsi il sito anche se non&nbsp; conoscono i linguaggi di programmazione, offrendo un buon grado di personalizzazione e flessibilit&agrave;. Allo stesso tempo sono vincolanti e di difficile gestione, insomma se vogliamo ottenere dei buoni risultati con i CMS bisogna conoscere bene i linguaggi e il web soprattutto per ottenere delle indicizzazioni sui motori di ricerca degne di questo nome.</li><br />
    <li>Il caro e vecchio blocnotes ( magari un p&ograve; pi&ugrave; evoluto tanto per facilitare il compito ) &egrave; lo strumento ideale del programmatore di siti web. Con questo strumento bisogna scrivere di proprio pugno il codice sorgente delle pagine, ottimizzando il sito per&nbsp;i motori di ricerca ed avere un completo controllo di quello che si&nbsp;vuole ottenere. &nbsp;Come potete facilmente dedurre, in questo caso bisogna conoscere i linguaggi di programmazione e le tecniche SEO ( <em>Search Engine Optimization</em> ).</li><br />
    <li><strong>L'ultima alternativa &egrave; affidarsi ad un professionista del Web che faccia il lavoro per noi nel miglior modo possibile.</strong></li><br />
</ol><br />
<p><br /><br />
<br /><br />
&nbsp;</p>]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Fri, 03 Sep 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Scambiare file di grandi dimensioni</title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=20</link>
            <description><![CDATA[<p><img height="27" alt="" width="250" align="left" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/250px-MediaFire_logo.png" />Quante volte ci capita di dover passare dei file di grandi dimensioni ad un collega o ad un amico e non possiamo farlo via mail&nbsp;? Una delle molteplici soluzioni presenti su internet si chiama MediaFire.<br /><br />
Dover scambiare un file multimediale, immagini, MP3 video, ecc&nbsp;&egrave; un'operazione difficoltosa attraverso la mail, spesso i server&nbsp;mail bloccano i file&nbsp;di grandezza superiore a qualche megabyte.<br /><br />
Le alternative messe a disposizione della rete sono molte a partire da gmail che offre uno spazio per gli allegati doi posta elettronica di 25 MB.&nbsp;I servizi di posta elettronica come Gmail, anche se permettono di allegare file relativamente grandi, non eludono il problema completamente Bisogna tener presente che <span class="Apple-style-span" style="word-spacing: 0px; font: 14px Arial, Helvetica, sans-serif; text-transform: none; color: rgb(0,0,0); text-indent: 0px; white-space: normal; letter-spacing: normal; border-collapse: separate; orphans: 2; widows: 2; -webkit-border-horizontal-spacing: 0px; -webkit-border-vertical-spacing: 0px; -webkit-text-decorations-in-effect: none; -webkit-text-size-adjust: auto; -webkit-text-stroke-width: 0px"><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px">&nbsp;che a volte non &egrave; possibile inviare allegati di grandi dimensioni a contatti che utilizzano servizi di posta elettronica con limiti di allegati inferiori.</span></span> Inoltre se vogliamo inviare un file di grandi dimensioni a pi&ugrave; contatti questo problema si moltiplica in quanto tutti devono possedere una mail adatta.<br /><br />
MediaFire &egrave; uan soluzione rapida ed efficace per risolvere questo problema, il servizio offerto da questo sito permettte di&nbsp;scambiare file in maniera&nbsp;completamente gratuita fino a 200 Mb.&nbsp;<br /><br />
Il sito <a href="http://www.mediafire.com">www.mediafire.com</a> mette a disposizione uno spazio per caricare&nbsp;qualunque file che pu&ograve; essere in seguito scaricato dal destinatario.<br /><br />
&nbsp;</p>]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Wed, 01 Sep 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La Cyber sveglia </title>
            <link>http://www.itrweb.eu/web_internet.php?wid=19</link>
            <description><![CDATA[<h3><big><span style="color: rgb(255, 0, 255);"><a href="http://kukuklok.com" target="_blank"><span style="color: rgb(255, 0, 255);">La Sveglia &egrave; OnLine ! KUKUKLOK !!!!!</span></a></span></big></h3><br />
<a href="http://kukuklok.com"><img width="281" hspace="10" height="199" align="left" src="http://www.itrweb.eu/img_fsck/kukuklok.png" alt="" /></a>E' un sito utile ma soprattutto divertente, &egrave; una sveglia online.&nbsp; <br /><br />
Non credo che nessuno la utilizzi come sveglia per alzarsi al mattino ma pu&ograve; essere utile per ricordare un appuntamento mentra siamo davanti al nostro pc.<br /><br />
Basta impostare l'ora, il tipo di suoneria e premere il tasto set alarm.&nbsp;<br /><br />
Ora la&nbsp;nostra sveglia&nbsp;&egrave; impostata,&nbsp;kukuklok.com ci ricorder&agrave; con il&nbsp;canto del gallo o l'adunata militare che dobbiamo andare&nbsp;al nostro appuntamento.<br /><br />
<br /><br />
Dimenticavo, per funzionare la sveglia non deve essere spenta quindi non bisogna chiudere la pagina di&nbsp;kukuklok.com.<br />]]></description>
            <author>marco@itrsystem.com (Marco)</author>
            <pubDate>Fri, 14 May 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
    </channel>
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